Arrivati al terzo giorno in Sri Lanka ci aspettava la prima vera colazione singalese: Rajith la sera prima ci ha chiesto se preferivamo una colazione internazionale o qualcosa di più tipico… non ci ho pensato neppure un secondo… Colazione singalese!!! E così eccoci li ad aspettare string hopper, dhal, pol sambol, succo di ananas e l’immancabile the.

Sono abituata a fare colazione salata quando sono in vacanza ma non avevo mai assaggiato piatti a base di curry come primo pasto della giornata. L’idea, al’inizio, può essere scioccante ma superato il primo impatto, le mie papille gustative hanno iniziato a saltellare per l’entusiasmo.
Dopo una colazione del genere, abbiamo tutte le energie per continuare con il nostro tour. Decidiamo di ritornare a Mihintale per vederla con la luce del giorno dopo la visita quasi mistica della sera prima e per avere la possibilità di esplorare tutti promontori rocciosi che circondano la spianata principale.
L’atmosfera è completamente diversa ma non meno affascinante: ci sono molti più turisti ma il numero di pellegrini è comunque altissimo! Come consuetudine lasciamo le scarpe all’ingresso della parte sacra e ci addentriamo, a piedi nudi, accompagnati dalle immancabili scimmie, guardiane del tempio.



Il sito di Mihintale occupa un promontorio roccioso chiamato Missaka Pabbata, alto circa 300 metri , con un panorama spettacolare sui dintorni. Ai piedi del promontorio si possono visitare i resti dell’ospedale e del refettorio. Proseguendo, dopo una scalinata, si arriva a quella che noi occidentali possiamo definire una piazza centrale, dove si trova la dagoba di Ambasthala. Intorno alcuni sentieri permettono di accedere a tre promontori su ciascuno dei quali si trova una statua del Buddha seduto, la dagoba di Mahaseya (che ospita le ceneri e un capello del Buddha) e l’Aradhana Gala uno spuntone di roccia – che sembra in un equilibrio precario – da cui Mahinda tenne il suo primo sermone.







Salire su ciascuno di questi promontori è un’esperienza unica ma l’Aradhana Gala è sicuramente la più forte. La salita non è affatto semplice soprattutto a piedi nudi. La roccia è scavata per creare dei solchi che dovrebbero servire da piccoli gradini mentre il lato verso lo strapiombo è protetto con una balaustra di ferro incastrata nella roccia che diventa una scala a chiocciola sospesa nel vuoto nei punti più alti e dove non c’è la possibilità di camminare sulla roccia. Una volta arrivati in cima il vento era fortissimo ma il panorama ci ha ripagato della paura… distese di verde a perdita d’occhio, laghi, fiumi e una natura lussureggiante! A guardare questa meraviglia solo noi e una scimmia che ci ha accompagnato per tutta la salita.




Saremmo rimasti a Mihintale ancora per molto tempo, osservando i fedeli, i monaci e le comunità di scimmie che ci vivono ma era arrivato il momento di proseguire il viaggio… Raggiungiamo Sandy e saliamo in auto in direzione di Aukana.
Aukana si trova nel Triangolo Culturale, nel Nord-Ovest dello Sri Lanka, ma la maggior parte dei turisti saltano questa tappa privilegiando i siti più famosi e rinomati anche a causa della sua difficoltà di accesso. Anche noi abbiamo avuto qualche difficoltà e dovuto cambiare strada almeno 3 volte a causa di diverse inondazioni che avevano allagato le strade di accesso. Aukana infatti si trova vicino al vasto bacino di Kala Wewa che era straripato per le fortissime piogge dei giorni precedenti allagando strade e villaggi
Ciò che rende Aukana importante tappa a livello turistico è l’enorme statua di Buddha in posizione eretta, alta 12 metri! La statua è raffigurata nella posizione benedicente – asisa mudra – ed è scolpita a tutto tondo, restando ancorata alla roccia solo nella parte posteriore. Ovviamente anche in questo caso per vedere la statua si doveva accedere ad un tempio: ad accoglierci diversi monaci con un sorriso talmente sereno da contagiarci! Uno di loro ci ha chiesto da dove venissimo e, dopo avergli detto di essere italiani, ha iniziato a parlarci in italiano augurandoci una buona visita, sempre con quel sorriso così rassicurante e pieno di gioia!

L’ultima tappa della giornata della giornata era una dei luoghi simbolo dello Sri Lanka: la cittadella di Sigiriya. Siamo arrivati a Sigiriya a metà pomeriggio in perfetto orario per visitare il luogo e ammirarlo al massimo del suo splendore all’ora del tramonto!
Il complesso di Sigiriya è iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1982 ed è diventato un simbolo di tutto lo Sri Lanka. La cittadella è costruita sulla cima di un monolito chiamato Roccia del Leone alta 200 metri che dona una vista mozzafiato sulle pianure circostanti.

Appena entrati, il sentiero principale passa attraverso i Giardini Acquatici e successivamente, quando il sentiero inizia a salire sulla roccia i Giardini di Pietra. Attraversando i Giardini di pietra si incontrano diverse grotte che fungevano da rifugio per i monaci che vivevano in quegli spazi. Una volta arrivati ai piedi della roccia, inizia la salita, attraverso scale – a chiocciola – piantate nella roccia o scalini scavati direttamente nella roccia stessa, passando per grotte, incavi nella parete e passaggi più o meno sicuri si incontrano gli affreschi delle Fanciulle di Sigiriya e, subito dopo, il muro dello Specchio, due punti che sono diventati una vera icona di Sigiriya.
Una volta arrivati sulla cima il paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi è a dir poco meraviglioso: le fondamenta di quello che era il palazzo reale occupano la quasi totalità dell’area e la vista si perde all’orizzonte tra foreste, fiumi e bacini d’acqua, il tutto avvolto dalla magica e ovattata luce del tramonto.



Con queste immagini negli occhi e ancora emozionati per tutto quello che avevamo vissuto durante la giornata abbiamo lasciato Sigiriya in direzione di Dambulla, a pochi chilometri, dove avremmo passato le successive due notti.